Alpocat: Unioni civili? Esiste una sola e unica famiglia

La riflessione sull'iniziativa organizzata oggi in Piazza Prefettura

"Catanzaro stamane si è risvegliata con un insolito arcobaleno presente in Piazza Prefettura. L’origine dei colori vivaci però ha ben poco a che fare con la situazione metereologica di queste ore, bensì è strettamente legata a una manifestazione svoltasi oggi nel capoluogo calabrese e in altre cento piazze italiane.

Trattasi dell’evento indetto dalle organizzazioni LGBT (lesbiche, gay, bisex e trans gender) che hanno deciso di scendere per le strade a manifestare la propria approvazione al DDL Cirinnà che, di fatto, approverebbe le unioni civili fra coppie omosessuali dello stesso sesso e, di conseguenza, il via libera allo “stepchild adoption”.

Veniamo ai fatti, cosa si nasconde dietro questi termini inglesi a cui il governo Renzi da un po’ di tempo ci sta abituando?

Tralasciando che ci sarebbe da chiedersi se a questo governo piace la lingua italiana o se volutamente usano termini inglesi per camuffare il loro reale significato, per “stepchild adoption” s’intende, in poche parole, la possibilità di adozione di un bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, legittimando di conseguenza la pratica della maternità surrogata conosciuta più comunemente con il nome di “utero in affitto”.

A.Po.Cat. ritiene che questo decreto di legge scritto dal ministro Monica Cirinnà non debba passare per un semplice motivo, non si deve arrivare ad approvare un matrimonio tra due partner dello stesso sesso e non bisogna permettere la diffusione delle adozioni e la relativa compravendita tramite utero in affitto. Pratica, questa, che spesso avviene per esigenze economiche da parte di chi offre il proprio utero, e che diventa automaticamente una sorta d’incubatrice; al termine dei nove mesi il “soggetto ospitante” dovrà separarsi dal nascituro e “spedirlo”, secondo la moderna pratica, ai due papà o alle due mamme.

Questa è una pratica barbara, un cambiamento antropologico nella società in cui viviamo che permetterebbe un mercato milionario a spese dei bambini che hanno tutto il diritto di crescere e vivere con una mamma e con un papà. Fa pensare, inoltre, il fatto che nessuna organizzazione di femministe, fino ad oggi, abbia espresso una chiara e precisa presa di posizione. Dove è andata a finire quell’emancipazione che faceva gridare a migliaia di donne: “… l’utero è mio e lo gestisco io!” ? 

Forse domani tutto cambierà, e in peggio, ma Al.Po.Cat. non cede su questo importante e delicato tema della famiglia. Oltre a sensibilizzare la propria cittadinanza, invita chiunque ha a cuore la problematica, alla manifestazione del 30 Gennaio a Roma, durante la quale verrà organizzato il Family Day. Un evento che l’anno scorso ha visto oltre un milione di persone e che anche quest’anno sottolinea l’importanza di una sola e unica famiglia fatta da una mamma, un papà e dai rispettivi figli  biologici". 

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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