Ucraina, un incontro per fare luce su una guerra dimenticata

Sabato scorso a Catanzaro

Ucraina, un incontro per fare luce su una guerra dimenticata

A più di un anno dagli inizi del conflitto tra Russia e Ucraina, in Donbass, sei mila civili sono stati uccisi. Donne, bambini, anziani, invalidi: una strage di vite senza un perché. Chi, ancora oggi, è rimasto, cerca di difendere la propria esistenza, combattendo quotidianamente il freddo, la fame, la povertà; rinuncia al proprio stipendio, alla pensione, al cibo, all’istruzione, tutto per il volere del proprio Governo, in lotta per la totale conquista del bacino del Danbass, territorio diviso tra le regioni di Donetsu e Lugansk. Una guerra poco raccontata, mal trattata dai media e dall’informazione, gestita con indifferenza ma grande e pericolosa come non ci si immagina. Irina Vikhoreva, presidente dell’Associazione “Speranza”, dal febbraio 2014 ha messo in piedi una realtà unica nel suo genere che raggruppa tutti i russofoni dell’ex Urss presenti in Italia. Insieme aiutano i propri connazionali nelle terre di guerra e promuovono tramite manifestazioni e incontri la conoscenza reale dei fatti nella zona di Donbass. Un tour che sta toccando anche diverse città italiane e che sabato 30 maggio, ha visto la presenza a Catanzaro di Irina Vikhoreva. L’incontro, svoltosi nella sala conferenze Erredue nel centro storico cittadino, è stato promosso dal movimento Al.Po.Cat. con la collaborazione del movimento Save Donbass. Il convegno, dal titolo “Donbass: una storia da raccontare, ha dato modo agli organizzatori di accendere i riflettori su una storia tanto triste quanto poco conosciuta e analizzata. Dopo la proiezione del documentario “Pervomajsk”, in cui si racconta attraverso delle video interviste la drammatica situazione di conflitto che anche in queste ore sta interessando il territorio del Donbass, Irina Vikhoreva, ripercorre le tappe salienti dello scoppio e le conseguenze geopolitiche di tali avvenimenti. Nel suo racconto, sprona l’Europa nell’assunzione delle proprie responsabilità. “Il nostro tour – ha infatti spiegato la presidente – ha come obiettivo quello di indurre le popolazioni europee a riflettere e capire che la degenerazione del conflitto in Donbass potrebbe portare allo scoppio della Terza guerra mondiale”. “Il conflitto russo – ucraino – ha detto – non è un conflitto circoscritto da ignorare e sottovalutare, ma l’emblema di una situazione mondiale che vede in prima linea anche il coinvolgimento degli Stati Uniti e, perciò, di riflesso anche dell’Italia”. Una presa di coscienza non indifferente che vede anche tantissimi italiani impegnati al fronte. Uomini comuni, non mercenari, come Andrea Palmieri, intervenuto via Skype alla conferenza catanzarese e da mesi in Donbass per combattere e difendere i popoli che si oppongono alla dittatura. Una testimonianza toccante e vera il movimento AlPoCat ha inteso diffondere per sensibilizzare l’opinione pubblica ad una realtà che non può più lasciarci silenziosi. In tal senso, l’associazione Save Donbass, l’associazione Speranza e il coordinamento Solidale, chiedono a tutti gli interessati di aiutare i civili con le donazioni; non solo denaro, ma anche cibo, abbigliamento, medicinali, generi di prima necessità che mancano alle popolazioni, non più capaci, dopo il blocco alimentare, di continuare a vivere con i soli aiuti provenienti dai territori vicini. Gli aiuti possono essere coordinati attraverso le informazioni disponibili sui social network e sulle pagine facebook delle associazioni operanti nelle terre di guerra, dove sarà possibile trovare tutte le informazioni utili per gli aiuti umanitari o tramite il movimento AlPoCat, il quale provvederà a far recapitare il tutto alle associazioni competenti.

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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