CATANZARO SOTTO ASSEDIO, ALPOCAT: SERVE UNA RIVOLUZIONE CULTURALE

Parafrasando il titolo di un noto film degli anni ’70, che raccontava la violenza e la criminalità di alcune metropoli Italiane, anche il “capoluogo” calabrese ultimamente potrebbe essere lo scenario di una di quelle pellicole che tanto di moda andavano in quegli anni.

Violenze, rapine, truffe, minacce ed esercizi commerciali che prendono fuoco per magia, questa la cronaca degli ultimi mesi in una città che fino a poco tempo fa era definita “un’isola felice”. Il movimento AlPoCat questa volta parla a nome di una comunità di cittadini che non possono assistere  inermi al declino sociale e civile di Catanzaro. Ciò che lascia più perplessi è la nitida presa di posizione da parte delle istituzioni, un immobilismo al quale oramai i cittadini catanzaresi sono abituati a vedere da tanto tempo. Ancora una volta, come prassi è il solito comunicato di routine del sindaco di Catanzaro, che non sembra essere turbato da quanto sta accadendo. In verità, è giusto dirlo, il suo potere in merito è assai limitato, ma da colui che voleva portare in città il tanto decantato progetto denominato “Safe City” che vedeva un investimento pari a 24milioni di €uro e che poi, in verità, non riesce neanche a far attivare le telecamere di sicurezza montate su corso Mazzini, ci si aspettava decisamente qualcosa in più. Se da un lato il primo cittadino fa i comunicati, dall’altro, i consiglieri comunali sono oramai impegnati nel nuovo sport cittadino, il “lancio del comunicato stampa” via web e tutti vi partecipano dandosi battaglia con grande entusiasmo. A cosa porta poi questo “accapigliarsi” è ancora oggi un mistero. Anche la rasente classe politica (passando dai consiglieri e assessori regionali), spendere una parola per la propria terra forse è anche troppo, ma per alcuni di loro c’è da dire che il silenzio è più che giustificato, poiché se una buona fetta di voti utile per essere eletti proviene proprio da chi è abituato a delinquere, è normale che non ci si può fare la guerra in nome della legalità. Il Questore forse farebbe meglio a impiegare il proprio personale sui problemi veri e reali di questa città, anziché rincorrere un pugno di mosche. Da parte nostra possiamo suggerire, ma forse inutilmente, visto che tutti sappiamo quali sono le zone della città dove giornalmente lo spaccio di droga, di armi e del business dei furti di auto sono all’ordine del giorno. Fanno sorridere infine anche i numerosi comunicati del responsabile del COISP, il sindacato della polizia, che parla di ripulire la pineta di Giovino (tanto per dirne una) mentre la malavita entra in casa nostra armata fino ai denti. Capiamo le ristrettezze economiche e la situazione di disagio in cui sono costrette a lavorare le forze dell’ordine, ma continuare a sfornare questo genere di comunicati stampa ha veramente del grottesco. Legalità e lotta alla criminalità, non sono slogan o titoli per organizzare i soliti convegni (al riguardo se ne registrano numerosissimi), ma battaglie da intraprendere per il benessere e la sicurezza della nostra comunità. Eroi del calibro dei compianti giudici Falcone e Borsellino, ci hanno insegnato che la gestione del potere è una zona grigia tra politica, imprenditoria e criminalità. Catanzaro, città fortemente "lobbista", non è esente a tale meccanismo, ora che stiamo vivendo questa escalation di violenza possiamo toccare con mano questo perverso procedimento. Non basta una vera ed efficace azione per reprimere i fenomeni di criminalità da parte delle autorità competenti, ma al contempo un vero cambio di rotta dell'attuale sistema. Noi cittadini non possiamo rimanere passivi e semplicemente puntare il dito. La classe politica, in alcuni casi connivente e in altri inerte, è frutto di quel voto espresso in una cabina elettorale. Una rivoluzione culturale che tocchi tutti i settori della nostra società, quella rivoluzione ideata e portata avanti da uomini come Falcone e Borsellino. Come diceva sempre Falcone, perchè una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perchè prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere. Da questa frase si speri che tutta Catanzaro faccia la sua parte.

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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