Famiglia tradizionale e ‘aggressione gender': a Catanzaro l’ambasciatore Onu Komov

Ha preso parte a un convegno che si è tenuto domenica scorsa

Dopo Napoli, Bari e Potenza, il tour che sta portando in giro per l’Italia l’ambasciatore del World Congress of Family all’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite (ONU), Alexey Komov, ha toccato domenica sera anche la città di Catanzaro per un convegno – incontro dal tema: “L’aggressione della teoria gender alla famiglia”. L’evento, svoltosi nella sala conferenze “Erredue” nel centro della città, è stato promosso dall’associazione Pro Vita Onlus con il suo presidente Alessandro Brandi, dall’associazione Magna Graecia Front presieduta dal dottor Alessandro Perrone e dall’associazione catanzarese AlPoCat, la quale ha aperto i lavori. La “teoria del gender” negli ultimi tempi è ormai al centro di un ampio fenomeno sociale che sta attraversando l’intero occidente, teoria, non provata scientificamente, dalla quale, anche in Italia, ne stanno derivando tutta una serie di ricadute sia nel campo sociale che in quello legislativo. Una discussione che ha visto la partecipazione di tantissime persone che hanno ascoltato con passione gli interventi che si sono susseguiti nel corso della serata. Komov, che è anche responsabile delle relazioni internazionali della Commissione per la Famiglia del Patriarcato Ortodosso di Mosca, direttore dei Programmi Internazionali della Charity Foundation St. Basil the Great e presidente del FamilyPolicy.ru Advocacy Group, ha trattato diversi temi, ponendo al centro il ruolo e il significato di famiglia, intesa come nucleo tradizionale da difendere e salvaguardare. Komov, infatti, marito e padre di cinque figli, porta in giro per il mondo la sua convenzione di famiglia e di società. <<Un mondo – ha affermato – dove dovrebbe essere proibito istigare con propagande ad hoc i minori a comportamenti sessualmente disordinati, perseguendo la convinzione che sia normale avere un padre e una madre, uomo e donna, affinché la famiglia che si costruisce porti in alto i valori etici che fondano la sua stessa identità>>. Komov racchiude tutta la piattaforma ideale e politica di una civiltà che vuole crescere sana e vigorosa  nel tipico omaggio russo, composto da 7 figure, una racchiusa dentro l’altra. Un uomo che custodisce in sé la propria donna la quale, a sua volta, genera 5 figli: la più semplice rappresentazione della creazione. Al centro del dibattito l’ideologia gender, una nuova forma di fondamentalismo che pone come suo fine principale la “distruzione dell’uomo”. La teoria del gender è una idea che sostiene la non-esistenza di una differenza biologica tra uomini e donne determinata da fattori scritti nel corpo, ma che gli uomini e le donne sono uguali da ogni punto di vista. La vita, però, insegna che così non è; ed è fondamentale quindi tener conto dei valori che da sempre accompagnano la vita dell’uomo e l’idea basilare di famiglia come unico strumento di procreazione, di crescita e di sviluppo. Uno sguardo tradizionalistico, ma anche giusto e attuale, condiviso in pieno anche dal presidente dell’associazione Pro Vita, Brandi. <<La nostra associazione – ha spiegato Brandi – nasce con l’obiettivo di promuovere i valori della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della Famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna>>. Un impegno che sta riscuotendo enorme successo a livello internazionale e che vede oggi l’esigenza di coinvolgere sempre più persone – <<per capire a tutti l’importanza dei principi bioetici, approfondendo in maniera chiara i concetti dell’ideologia gender>>. <<Una volta che si sia creata una sensibilità sociale adeguata, non sarà più un’utopia premere per delle riforme legislative giuste e l’approvazione di leggi a tutela della famiglia naturale.E’ un progetto certamente ambizioso, ma doveroso>>.

Associazione Alpocat

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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