LA CALABRIA RICORDA ACCA LARENTIA

"Acca Larentia: Chi combatte non muore mai". Lo striscione è campeggiato, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, sui muri delle città e dei paesi calabresi.

Le comunità militanti, hanno messo da parte le sigle per dar vita ad un'azione impersonale e Sacra. Acca Larentia, per molti è solo un quartiere di Roma per Noi invece ha un significato intimo e profondo. IL 7 Gennaio 1978 vennero uccisi, davanti la sede del MSI di Acca Larentia, dal fuoco delle mitragliette scorpion dell'estrema sinistra ( un commando composto da 6 aspiranti brigatisti rossi), Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. Nelle ore seguenti al vile agguato, davanti la sede del MSI scoppiarono tumulti e da una pistola del capitano dei carabiniere, Edoardo Sivori, puntando ad altezza uomo, partì il colpo che uccise Stefano Recchioni. Erano tre giovani ragazzi, tutti sotto i vent'anni, e le loro vite stroncate dall'odio e dalla cieca violenza "rossa" e del "potere". Il 7 gennaio, non deve essere solo un mero esercizio di memoria per il nostro ambiente, ma deve essere un punto di riflessione su cui ripartire. Capirne il senso, ricordare il sacrificio di chi ci ha preceduto, per onorarli ogni giorno nella vita quotidiana. Tramandare e tenere sempre accesa la fiaccola della vita e dell'amore contro il buio di oggi. Questo è per noi il 7 Gennaio. Per Fanco, Francesco e Stefano. Presente.

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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