Catanzaro Centro si spopola: l'intervento di Alpocat

L'associazione culturale : ripartire da zero e progettare di sana pianta la rinascita di Catanzaro

“Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Conoscere il punto di vista della gente è solo il punto di partenza”. E' terminata così la terza parte dell'inchiesta pubblicata su questo sito, volta a comprendere, attraverso le opinioni dei catanzaresi, le ragioni che possono incidere sul progressivo spopolamento del centro città e i settori in cui occorre intervenire per fermare questo “fenomeno”. Un'inchiesta che non si ferma e vuole continuare a raccogliere il pensiero di chiunque, cittadino o anche associazione, abbia voglia di esprimere i propri disagi, le proprie amarezze, i propri ricordi, le proprie proposte.

 

L'associazione culturale Al.Po.Cat, che da più di un anno cerca di “scuotere” e di sensibilizzare la popolazione catanzarese sul problema, rendendosi anche promotrice di diverse iniziative organizzate nei mesi scorsi su Corso Mazzini, ha voluto intervenire per esprimere il suo punto di vista, non facendo mancare idee e proposte.

 “Le problematiche legate al centro storico di Catanzaro sono frutto di anni e anni di cattiva gestione comunale. Oggi come ieri le scelte discutibili dei nostri politici hanno ridotto le vie del centro in un deserto senza attrattive e punti d’interesse. Noi di Al.Po.Cat. sensibilizziamo la popolazione catanzarese intorno questa problematica da più di un anno, evidenziando i limiti delle vecchie e attuali gestioni, cercando al contempo di proporre possibili soluzioni. Negli ultimi tempi si è sentito parlare di “innesti moderni” nel tessuto cittadino, di tettoie a parziale copertura del Corso Mazzini e quant’altro. Secondo noi invece sarebbe molto più importante ripartire da zero e progettare di sana pianta la rinascita di Catanzaro, ricominciando dagli aspetti più elementari: riqualificazione urbana in primis! Bisognerebbe stabilire un piano che adegui lo standard di decoro urbano a quello che conviene a un capoluogo di regione, imponendo degli standard qualitativi a tutti quelli che credono di poter gestire, sul corso principale di una città, negozi maleodoranti e con pericolose vetrine tenute assieme da nastro adesivo (tanto per dirne una). Un’attenta bonifica delle vie del centro, pulizie costanti, e una rieducazione nei confronti dei cittadini stessi a comportamenti più civili; a proposito di attività commerciali, e conseguente ripopolazione del centro, una buona idea sarebbe ripercorrere la strada di alcuni comuni d’Italia creando un rapporto di collaborazione tra comune e proprietari di immobili: a fronte di un sostanziale taglio delle tasse comunali (acqua, rifiuti, ecc...) si potrebbe pretendere canoni mensili più “umani” da parte dei locatori. Basta affitti alle stelle e monopolio di pochi proprietari che dettano il bello e il cattivo tempo!

 

Un taglio alle tasse comunali e sulle licenze potrebbe essere previsto anche per chi decide di aprire un’attività legata all’intrattenimento della cittadinanza (locali notturni, bar, ecc...), agli imprenditori più giovani, o chi apre botteghe a carattere artigianale; ciò potrebbe incentivare anche un altro dato nefasto del sud Italia, ossia quello dell’occupazione.

 

E ancora: rimodernamento e valorizzazione dei punti storici della città; vicoli, chiese, gli antichi cunicoli delle prigioni farebbero la fortuna di ogni città d’Italia, mentre a Catanzaro sono aspetti tralasciati e abbandonati. Sarebbe auspicabile una politica di pubblicità e rilancio dei siti storici cittadini con orari e programmi di visita destinati a turisti e ai catanzaresi stessi. Affidare finalmente a persone competenti del settore l’intero filone della mobilità cittadina (pubblica e privata), prevedere orari di chiusura del corso (magari nei fine settimana), facendo funzionare finalmente le telecamere esistenti e predisposte per lo ZTL. Anche in questo caso rieducare l’utente medio che si reca con la propria auto nel centro storico a comportamenti civili offrendo costanti corse gratuite dai parcheggi limitrofi.

 

Sappiamo inoltre che le casse comunali non godono di un buon momento: si potrebbe pensare di stilare un programma annuale di eventi con protagonisti artisti locali, musicisti di strada, gruppi musicali della zona e attingere alle “risorse” cittadine a costi esigui.

 

Questi sono solo alcuni dei tanti punti che la nostra associazione culturale porta avanti, e rappresentano una sorta di “formattazione” del sistema cittadino dal quale poter ripartire con conseguenti progetti e programmi validi.

 

La nostra comunità oltre a impegnarsi in numerose iniziative, politiche e non, ha come obiettivo l’interesse di Catanzaro e dei suoi cittadini. Non abbiamo tornaconti personali e a ogni denuncia seguono sempre proposte e idee. Come nel caso del centro storico che muore, dove abbiamo richiesto un incontro con il sindaco Sergio Abramo e a lui, abbiamo presentato un documento di proposte e di iniziative dalle quali poter trarre spunto approfondendo i punti più interessanti. Sull’argomento è molto importante avere continui e molteplici tavoli d’incontro con i cittadini ma anche soprattutto con commercianti e associazioni.

 

Siamo sempre pronti a sensibilizzare la gente su gli aspetti più carenti della città, ma parallelamente siamo spesso molto critici nei confronti dei cittadini catanzaresi, colpevoli di troppo menefreghismo e abituati solo alla lamentela facile, proprio come in questo caso.

 

Noi non possiamo che augurarci un “risveglio” dal sonno decennale in cui Catanzaro sembra essere piombata, sperando in una politica locale più determinata, competente e forte” (Al.Po.Cat).

 

Quindi alla critica devono sempre seguire la proposta e l'azione. Il catanzarese, come ha evidenziato Al.Po.Cat, deve prendere in mano il proprio destino e quello della sua città. L'immobilismo non paga.

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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