AlPoCat contro Equitalia, una bara davanti la sede di via Lombardi. "Qui si muore"

Decine di croci tricolore e dei volantini per la città: "Stanchi di un ente che induce l'italiano a suicidarsi"

Volantini per tutta la città, una bara con croci con i colori della bandiera italiana davanti la sede cittadina di Equitalia . E' questa la protesta di Alpocat che stamattina ha tappezzato il centro con locandine che ritraggono un uomo che si spara. Ma il segnale, forse ancora più forte, è la bara che giace davanti il portone di via Lombardi con decine di croci tricolore. Nel volantino, oltre all'immagine dell'uomo suicida, qualche frase ad effetto che spiega i motivi della protesta contro Equitalia. "Stanchi di un ente che induce un italiano a suicidarsi", e ancora "stanchi di un ente che attua il tasso di interesse all'8%".

 

In merito alla notizia di questa stamattina Alpocat scrive che "Negli ultimi anni le tante storie di disperazione, che hanno riempito tristemente le pagine di cronaca italiana, hanno visto protagonista Equitalia. A ragion veduta, visto che l’agenzia per la riscossione tributi è diventata uno dei peggiori incubi della popolazione italiana!

 

Come sempre Al.Po.Cat.- spiega la nota - si schiera contro i nemici del popolo e a modo suo attacca anche Equitalia che, in maniera tutt’altro che equa, vessa continuamente i cittadini della penisola.

 

L’Ente rappresenta una moderna forma di estorsione che, attraverso delle cartelle esattoriale (dalla validità spesso discutibile), colpisce lavoratori dipendenti, piccoli imprenditori, pensionati ecc.; in pratica tutta quella fetta di società italiana più debole e meno tutelata, che a fatica riesce a barcamenarsi tra nuove e vecchie tasse e che con una pressione fiscale tra le più alte d’Europa difficilmente riesce a onorare scadenze imposte da uno stato che continua a tutelare i propri interessi e quelli delle potenti lobby.

 

Con un atto puramente dimostrativo e rivolto a sensibilizzare la cittadinanza, nella notte di mercoledì 29 Gennaio i ragazzi di Al.Po.Cat. hanno voluto evidenziare il drammatico peso che Equitalia ha avuto, e ancora purtroppo ha, nelle vite della popolazione italiana: uno striscione, decine di croci, una bara e manifestini funebri davanti alla sede dell’agenzia di Catanzaro; per l’associazione culturale Equitalia è colpevole delle decine di morti suicidi e della disperazione di migliaia di persone e da oggi non perderà occasione per rimarcarlo.

Per la cittadinanza italiana non è più garantito il diritto al lavoro, una casa e un’esistenza dignitosa ma, al contrario, da metà degli anni ’90 viene continuamente colpita con una lunga lista d’imposte: tasse di possesso sempre più numerose, iva sempre in crescita, caro carburante alle stelle, spese relative i consumi energetici in ascesa, salari fermi al palo da anni …!

 

A fronte di un muro di spese così massiccio, è inevitabile che in molti si ritrovino in un baratro fatto di debiti accumulati e relativi tassi d’interesse che farebbero arrossire il peggior usuraio: il suicidio di decine d’imprenditori e lavoratori disperati sono una prova eclatante, e le loro storie rappresentano una popolazione che reclama giustizia.

 

Il destino di Equitalia deve essere al di fuori dei comuni italiani, e ogni sindaco che fa liberamente agire quest’agenzia di riscossione all’interno delle proprie città è colpevole, almeno quanto lo stato italiano, di tutte le morti che sono avvenute e che purtroppo verranno.

 

Equitalia può essere eliminata dalle mappe dei comuni italiani, e questi ultimi possono decidere di amministrare autonomamente la voce riguardante la riscossione tributi, magari in forma più corretta e soprattutto più umana.

 

La cosa è già realtà in diverse aree geografiche della penisola, Al.Po.Cat. pretende che anche il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo prenda letteralmente a pedate Equitalia per annullare definitivamente uno scellerato metodo di riscossione sfruttando le persone in difficoltà.

 

Un gesto dovuto ai veri cittadini italiani e catanzaresi, che pur attraversando uno dei peggiori momenti economici degli ultimi vent’anni, cercano con tutte le forze di andare avanti e combattere senza chinare la testa".

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