Casa dello studente, Alpocat non abbassa la guardia

Il direttivo dell'Associazione: «La regione ha l'obbligo morale di approvare il bilancio entro ottobre»

«Spesso le battaglie rappresentano dei traguardi intermedi da raggiungere e da aggiudicarsi nel tempo per primeggiare sulla disputa finale. Proprio come un conflitto bellico l'associazione culturale AlPoCat insieme ai suoi studenti di Area Studentesca hanno dovuto fronteggiare, nella vicenda relativa la chiusura della casa dello studente, un nemico non in carne e ossa ma altrettanto pericoloso e ostico come la burocrazia, i bilanci in deficit e gli ostacoli politici».

Queste le prime righe del comunicato inviato dall'Associazione Culturale Alternativa Popolare Catanzaro in merito agli sviluppi del caso Casa dello Studente. «Contro questi ostacoli - si legge nella nota - la prima vera battaglia sembrerebbe essere stata vinta, con un primo risultato che vede lo slittare la chiusura dello studentato di via F. Plutino. Armi basilari in questo scontro sono state l'impegno e la costanza, i volantinaggi di sensibilizzazione della città sulla problematica dello studentato, l'autogestione dello stabile, l'interruzione del servizio da parte dei lavoratori e gli incontri infiniti con politici, con i proprietari dello stabile e con la direzione dell'Ardis. Un impegno onorato assieme ai lavoratori, al sindacato e al "comitato della casa dello studente" che ha permesso di slittare la data di chiusura dello studentato al 31 ottobre 2013, in modo tale da garantire per un altro periodo un tetto agli studenti, che si ricorda spetta loro di diritto, ed evitare tagli ai lavoratori che ormai sono presenti all'interno della struttura da oltre dieci anni. Doveroso sottolineare - continuano i vertici dell'Associazione - come anche la proprietà stessa dello stabile, capendo le difficoltà  economiche all'interno del bilancio dell'Ardis, sia venuta incontro alle esigenze organizzative diminuendo considerevolmente il fitto mensile della struttura, permettendo di allungare i tempi e permettendo così di trovare nuove soluzioni. Un esempio evidente di come si possa trovare un accordo "commerciale" con dei privati per favorire la presenza di strutture come quella della casa dello studente. Ora si passerà alla battaglia finale e le attenzioni di AlPoCat non verranno meno, concentrandosi soprattutto sulla classe politica regionale, la quale ha l'obbligo morale di approvare il bilancio entro ottobre e permettere che lo studentato non chiuda fin quando non vi saranno valide alternative (si ricorda a proposito che le abitazioni che sorgono a Germaneto devono essere ancora concluse ...).

Sulla scia della battaglia contro un centro storico che muore sempre più dal punto di vista commerciale e sociale, anche in questo caso AlPoCat propone una politica di rilancio che necessariamente deve passare anche per il capitolo Università e le sue relative sedi da organizzare sul tessuto cittadino. Come fatto per la sede di F. Plutino si propone all'amministrazione comunale una politica fatta di accordi con i locatori in modo tale da poter affittare appartamenti a prezzi ragionevoli e accessibili per gli studenti, o magari mettendo a disposizione stabili di proprietà comunale, provinciale o regionale per creare nuovi ricoveri destinati a chi gravita attorno al mondo universitario.

Il tutto - conclude AlPoCat - per creare in città un vero movimento fatto di giovani, dando nuova linfa vitale a un capoluogo di provincia che, come denunciato da AlPoCat. in queste settimane, muore sempre più, giorno dopo giorno, nel silenzio e nell'indifferenza dei cittadini stessi e della politica locale».

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