Casa dello Studente: Alpocat, città dei diritti fantasma

Catanzaro sembra dimenticare i risvolti positivi che una gestione intelligente delle Università può donare

CatanzaroInforma.it: Casa dello Studente: Alpocat, città dei diritti fantasma

"Roma, Milano, Perugia, Siena … città d’Italia più o meno grandi che apparentemente hanno poco in comune se non la capacità di sfruttare le proprie risorse al meglio per trarne un giusto e sano profitto migliorando al tempo stesso la qualità della vita dei loro residenti. Molte delle risorse che vengono sfruttate gravitano intorno al mondo dell’università, tanto da rappresentare alle volte un vero e proprio business per i comuni Italiani che intelligentemente offrono tutta una serie di servizi e offerte per gli studenti, rendendo sereno e accogliente il periodo universitario e traendone parallelamente enormi profitti in termini economici. Una premessa doverosa e basilare per evidenziare ancor più la totale inefficacia e mediocrità del sistema universitario della città di Catanzaro che sembra, in pratica, quasi infastidita dalla presenza di un’università all’interno del tessuto cittadino". E' quanto si legge in una nota di Alpocat che sostiene: " Catanzaro sembra dimenticare i risvolti positivi che una gestione intelligente delle Università può donare al comune stesso e a una parte dei cittadini catanzaresi impegnati nel campo del commercio: mense, copisterie, librerie, luoghi di aggregazione sono solo alcuni aspetti che donano lustro a una città rendendola accogliente e facendo parallelamente girare la macchina del commercio cittadino. La situazione attuale è a dir poco disastrosa, trasporti pubblici ridicoli, completa assenza di strutture all’altezza della situazione e una desolazione di offerte che relegano i poveri studenti fuori sede a dover sopravvivere invece di trascorrere il periodo universitario anche come un sereno momento di crescita e di esperienza. Da oggi ci si trova ad annoverare, come se non bastasse, anche la chiusura della casa dello studente di via F.Plutino che oltre ad eliminare definitivamente un’economica possibilità per chi non può permettersi un affitto lascia, di fatto, per strada i lavoratori che si trovano a operare all’interno della struttura. E’ di queste ore, infatti, la notizia della comunicazione da parte del titolare dello stabile, Sig. Mazza, nei confronti dell’ARDIS, con la quale si esorta a lasciare l’immobile entro il 31 Luglio 2013, chiudendo definitivamente ogni risvolto positivo alla vicenda. Se così fosse- dice Alpocat- è alquanto palese che ancora una volta, nella totale immobilità delle istituzioni e nel silenzio cittadino, un altro tassello di progresso abbandona definitivamente Catanzaro. Inutili le promesse fatte a seguito degli scioperi attuati da studenti e lavoratori della casa dello studente, appoggiati dai ragazzi di Area Studentesca Catanzaro. Anche dopo diversi incontri con le autorità competenti e l’ipotesi di un’ulteriore rogatoria di 250 mila euro in più rispetto i fondi nazionali per risolvere la problematica ogni iniziativa è stata prontamente lasciata cadere nel dimenticatoio. Alla luce di tutto ciò ci si chiede a cosa siano stati utili otto anni di commissariamento dell’intera struttura se a oggi ci si trova in quest’angosciante situazione, e soprattutto sarebbe interessante capire come e dove il Commissario e vice Commissario siano intervenuti per risolvere la problematica poiché a fronte di una notevole spesa pubblica per sostenere tale commissariamento gli studenti e i lavoratori si troveranno comunque senza abitazione e lavoro !!! Anche la comunicazione da parte dell’ARDIS in merito a una spesa annuale di 700 mila euro ci pare alquanto esagerata e non conforme al tipo di servizio offerto fino ad oggi, sicuramente in un paese più onesto e trasparente anche tali spese sarebbero rese pubbliche. In merito l’associazione Al.Po.Cat. vaglierà l’ipotesi di inviare un esposto alla Procura della Repubblica per vederci chiaro e portare finalmente alla luce le responsabilità di questa situazione. Una casa dello studente rappresenta tra i primi elementi che rendono una cittadina universitaria veramente all’altezza e competitiva rispetto le altre “concorrenti”, al contrario senza delle fondamentali basi l’ambiente universitario rimane desolatamente vuoto, annullando in pratica le eccellenze rappresentate dai corsi di studio attualmente attivi nella città di Catanzaro (vedere facoltà di medicina …). Al.Po.Cat. è oramai abituata al totale silenzio e indifferenza dei nostri politici locali, sindaco in primis, che a ogni denuncia fatta in passato sono sempre rimasti indifferenti e, anche quando chiamati in causa, hanno sempre preferito non rispondere o commentare le iniziative dell’associazione … sembrerebbe quasi che l’essere dei semplici cittadini è poca cosa per meritare delle risposte, la cosa sconvolgente però è la totale indifferenza dei cittadini catanzaresi che oramai si lasciano scivolare addosso ogni disgraziata decisione da parte dell‘amministrazione comunale/regionale subendo passivamente anche i piani più illogici. Chiudere una casa dello studente rappresenta, oltre un’occasione persa per la città stessa, anche un’evidente ingiustizia nei confronti di chi non può vivere la formazione universitaria come un lusso, un vergognoso diniego dei diritti degli studenti per non parlare dell’aspetto legato ai lavoratori della struttura che si troveranno a breve senza occupazione. Al.Po.Cat. - conclude il comunicato - sostiene la causa dei giovani studenti che attualmente risiedono nella struttura e del personale che vi opera all’interno e si augura che la casa dello studente non sia definitivamente chiusa, almeno fino a quando non saranno pronte le nuove residenze universitarie di Germaneto, ad oggi ancora non agibili. Al contrario la città di Catanzaro, già da tempo ferma al palo in quanto a progresso e innovazione, dovrà registrare un nuovo passo indietro".

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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