UN RAGAZZO UCCISO DALL ODIO COMUNISTA: SERGIO RAMELLI

Stava finendo l’inverno nel lontano 1975, e si assaporava già il profumo della primavera, ma ad un tratto tornò il buio…..
Era il 13 marzo quando al rientro da scuola l’odio ideologico colpì Sergio, spappolandogli il cranio a colpi di chiave inglese.
La luce della vita non si spense subito, la speranza per i familiari durò 47 giorni di atroce sofferenza rattristate dall'indifferenza del mondo: era stato colpito un “fascista” a nessuno doveva interessare. Perché fu colpito? Aveva provocato i suoi aggressori? Chi erano gli aggressori? Domande che chi non conosce la triste storia può farsi.

I suoi aggressori erano studenti della facoltà di medicina aderenti ad Avanguardia Operaia; non conoscevano Sergio: lo colpirono solo per le sue simpatie ideologiche e la sua appartenenza al Fronte della Gioventù. Sergio era un giovane di 18 anni, con buoni voti a scuola, che giocava in una squadra di calcio del quartiere dove abitava. Non si era mai reso colpevole di alcuna violenza: non aveva

mai picchiato nessuno, non aveva fatto “sgarbi” ai suoi assassini o ad altri ragazzi di idee politiche diverse dalle sue. Per la sua appartenenza politica Sergio subì diverse aggressioni e minacce, tanto che i genitori furono spinti ad iscriverlo ad un istituto privato. Era un ragazzo come tanti a cui è stato privato il sacrosanto
diritto di vivere, di crearsi un futuro, una famiglia, di realizzare le sue potenzialità.
Sono passati molti anni dal quel tragico giorno e ancora si ricorda quella giovane vita che è diventata un simbolo della libertà negata, un simbolo che in diverse città ha spinto i vari amministratori a ricordare Sergio dedicandogli una via, un giardino o altri luoghi pubblici.

Ricordare un ragazzo degli anni ‘70 deve servire ai giovani di oggi e di domani per farli riflettere sul perché si sia giunti alla morte di quello che avrebbe potuto essere un loro coetaneo, sperando che sia di insegnamento e che tale sacrificio, purtroppo non l'unico, non sia stato vano.

 

CIAO SERGIO, PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI

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