AL.PO.CAT. ANCORA IN CAMPO PER BOICOTTARE ''SAFE CITY''

L’associazione culturale Al.Po.Cat. scende nuovamente nelle strade per sensibilizzare e mettere in guardia la cittadinanza catanzarese sui rischi e pericoli derivanti dal progetto “Safe City” e la relativa trasformazione della città in una sorta di Grande fratello a cielo aperto.

 

Nella giornata di Sabato 30 Marzo, infatti, i ragazzi dell’associazione hanno svolto un volantinaggiopomeridiano davanti al centro commerciale “Le Fontane” per poi continuare nel corso della serata sul lungomare di Catanzaro Lido. Il progetto ha tutta l’aria di essere una nuova trovata da parte della Regione Calabria per mettere le mani su un ulteriore finanziamento pubblico e sfruttarne i relativi guadagni, sacrificando, in nome dell’avida amministrazione Scopelliti, la privacy dei cittadini Catanzaresi e sfruttando ancora una volta la città di Catanzaro che tutto d’un tratto si trova ad apparire come tra le città più pericolose e invivibili d’Europa. Di pericoloso troviamo solo l’inutile cooperazione con i violenti esponenti del Mossad Israeliano le cui mani sono ancora tinte del sangue palestinese, e proprio in tema di sicurezza non crediamo opportuno instaurare “gemellaggi economici” con personaggi come Meir Dagan diventato famoso per l’abilità con cui decapitava i palestinesi con un coltello giapponese.

Per quanto la nostra amministrazione comunale, assieme alla Regione Calabria, vuole far passare Catanzaro come una piccola “Caracas” in fatto di delinquenza, crediamo che invece di disseminare la città di 900 telecamere basterebbe intervenire, tanto per dirne una, nella zona sud della città, teatro dello spaccio di droga e della criminalità organizzata oramai da diversi anni. Agli esponenti della giunta comunale che vedono il sistema Safe City come orgoglio tecnologico, chiediamo, e pretendiamo una risposta, cosa hanno da dire in merito a quello che era stato presentato come un altro vanto tecnologico, lo ZTL (zona a traffico limitato) e che, di fatto, non ha mai funzionato: ci riferiamo alle telecamere piazzate nei punti strategici di Corso Mazzini mai entrati in funzione per via del grande dilemma corso aperto, corso chiuso e i sistemi di sbarre automatiche che avrebbero dovuto interrompere il flusso delle auto negli orari stabiliti. Cosa hanno da dire in merito agli schermi elettronici di segnalazione dei parcheggi disponibili in città? Progetti presentati e pubblicizzati in pompa magna per poi essere lasciti a riposo fino a oggi. Sia chiaro, non vogliamo scuse né tantomeno vogliamo sentir parlare di amministrazioni passate che non hanno fatto il loro dovere. Bisogna ridare alla nostra città la propria dignità di capoluogo andando innanzitutto a ripristinare e riportare alla luce le vecchie proposte e i passati progetti, per i quali si era speso tempo e sopratutto denaro. Al.Po.Cat. non ha bisogno di dichiarazione sul web per racimolare qualche voto in più né tantomeno ha interessi politici di palazzo, l’associazione, oggi come in passato, è sempre dalla parte del cittadino e della gente comune.

Ai continui battibecchi mediatici delle ultime settimane, molto cari ai nostri esponenti politici locali di destra e sinistra, i ragazzi di Al.Po.Cat preferiscono rispondere con fatti. Dopo le due manifestazioni delle settimane scorse seguiranno ancora altre attività, a cominciare dal prossimo fine settimana in cui si procederà con una raccolta firme tra la cittadinanza catanzarese. Si invita tutti coloro che hanno a cuore la problematica di far visita l’associazione culturale presso il proprio gazebo, che, per l’occasione, verrà collocato nel centro città e nella zona lido (lungomare) di Catanzaro tra sabato e domenica.

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 Via Lungomare  88100 Catanzaro
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