BOICOTTA IL PROGETTO "SAFE CITY" - Al.Po.Cat.

Il comune di Catanzaro ha dato il via al progetto "Safe City" che consisterà nell'istallazione di tecnologia militare israeliana in tutta la città capoluogo di regione. Si tratta di circa 700 telecamere fisse, 200 telecamere addizionali fittizie, cento sistemi "pulsanti antipanico", 35 sistemi di riconoscimento delle targhe automobilistiche poste all’entrata della città, 46 piattaforme per il comando computerizzato mobile.

L’accordo si inserisce in un clima di cooperazione che si sta sviluppando tra la regione Calabria, con a capo il presidente Giuseppe Scopelliti, e Israele nel campo della ricerca e dello sviluppo.
La tecnologia è fornita dalla Bunker Sec, la più grande multinazionale in materia di sicurezza a livello mondiale, gestita da Major Meir Dagan, ex capo del Mossad (agenzia d’intelligence e servizio segreto dello Stato di Israele). L'oscuro generale è stato messo a capo del Mossad nel 2002 da Ariel Sharon, esperto in operazioni coperte e, in particolare, in “omicidi mirati” ossia nell’individuare e uccidere quelle persone che erano ritenute ostacolo alle politiche di Israele. Meir Dagan è diventato famoso per l’abilità con cui decapitava i palestinesi con un coltello giapponese.
Il progetto costerà circa 24 milioni di euro, il comune utilizzerà uno specifico fondo di finanziamento del PON per la sicurezza. A noi sembra un "delirante" ed eccessivo spreco di spesa pubblica, giacché non ci risulta che la nostra città, dove ogni giorno circolano circa 150.000 persone tra residenti, studenti, immigrati e gente di tutta la provincia, sia diventata una metropoli invivibile per motivi di natura criminale. Le nostre istituzioni sanno bene dove andare a trovare il marcio di questa città senza bisogno di nessuna telecamera: nelle zone di spaccio a Sud di Catanzaro per esempio, dove droga e delinquenza giornalmente inquinano la nostra città. Non è un caso se gli ultimi eventi di microcriminalità nel centro storico interessano storie di tossicodipendenza e di droga. Vogliamo ricordare ai nostri politici, sempre più sbadati, solo alcune delle vere priorità: la dilagante disoccupazione, la chiusura delle attività commerciali, un centro storico abbandonato al degrado, la mancanza di servizi pubblici essenziali, la mancanza di spazi giovanili di aggregazione, il mancato potenziamento del campus universitario. E sempre in tema di ultimi ritrovati in fatto di tecnologie al nostro sindaco Sergio Abramo ricordiamo che siamo ancora in attesa della ZTL per la quale sono stati stanziati montagne di denaro per delle telecamere rimaste inutilizzate per anni fino ad oggi, per passare agli schermi elettronici che avrebbero dovuto indicare il numero di parcheggi disponibili nel centro storico, passando per il tanto pubblicizzato progetto di stadio senza barriere divisorie, insomma un lungo elenco che definisce “Catanzaro città più incompiuta d’Europa”.
Non vogliamo falsi gemellaggi con assassini e oppressori, non vogliamo che la regione Calabria ci usi come pedine per nuovi imbrogli sottobanco.
Non crediamo alla favoletta del miglioramento della viabilità e della sicurezza, ma questo "Safe city" altro non è che uno strumento per il controllo tout court della società. Il "Grande Fratello", di orwelliana memoria, dove la privacy e tutte le elementari libertà di noi cittadini verranno calpestati 24 ore su 24. Al contrario crediamo nel posizionamento di una sola telecamere all’interno della sala consiliare del Comune di Catanzaro.
Non possiamo permettere che la nostra amata città diventi una zona "militare" continuamente monitorata, è in gioco la nostra libertà.

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Benedetta Bonaccorso (giovedì, 02 maggio 2013 21:50)

    Sottoscrivo questo appello!

 Via Lungomare  88100 Catanzaro
Via Lungomare 88100 Catanzaro